Il mercato della birra è fortemente concentrato dal punto di vista produttivo, con i primi tre grandi gruppi industriali(Heineken ed Interbrew in primis) che coprono oltre i tre quarti delle vendite in volume.Dal punto di vista delle marche in competizione il mercato risulta invece ampiamente frammentato.
Sul mercato coesistono prodotti appartenenti a fasce prezzo ampiamente diversificate. Dai brand piu' convenienti,che mantengono la loro presa su un pubblico di forti consumatori, fino alle birre di importazione che occupano il 25 percento del mercato, una quota pari a 4,4 milioni di ettolitri.In minoranza sono invece le Private labels,che possono competere con in grandi gruppi produttori solo se hanno dei grandi e moderni impianti produttivi ed una politica di prezzo molto aggressiva.
Sotto questo profilo, il fenomeno dello spostamento verso le fasce medio-alte del mercato si presenta parallelo a quanto avviene nel mercato dei vini, dove la tendenza verso la qualità è uno dei fattori che maggiormente ne stanno connotando l'evoluzione.
Bisogna anche prendere in considerazione il fenomeno di marchi che sono molto forti sui mercati locali,ma che sono però quasi sconosciuti nel resto d'italia.Questo è il caso ad esempio della birra Ichnusa (gruppo Heineken), che in Sardegna (la regione con il più alto consumo procapite in Italia, circa 60 litri) è molto radicata; oppure della birra Pedavena,che ha un consumo molto forte nel veneto.
Le operazioni promozionali riescono a spostare in misura considerevole i consumi da una marca all'altra:i consumatori restano spesso attaccati ad una determinata fascia di prezzo, nella quale transitano anche marche con un posizionamento superiore offerte ad un prezzo vantaggioso.
Un esempio di una strategia un noto marchio "Private" italiano,che è riuscito a conquistare una cospicua fetta di mercato restando al di fuori delle logiche di globalizzazione:
Caso Birra Castello
lunedì 26 gennaio 2009
domenica 25 gennaio 2009
IL MERCATO DELLA COSMESI
Da sempre gli esseri umani hanno cercato di migliorare l’aspetto estetico del proprio corpo. I cosmetici hanno trovato un impiego sempre più diffuso nel nostro secolo, favoriti dalla maggiore disponibilità economica e dal generale miglioramento del tenore di vita. Trattandosi di un mercato in forte espansione e con consumi decisamente in crescita, è richiesta una costante attenzione alla qualità del prodotto finito ed alla sicurezza di chi ne fa uso. Un importante supporto per facilitare la scelta dei consumatori è la guida: “Cosmetici senza Trucchi”,progetto dell'A.DI.CO.(Associazione Difesa Consumatori)nella quale vengono trattate sezioni come la “Qualità dei prodotti”, “Suggerimenti ai consumatori”, “Scadenza e conservazione”, etc…
Per avere una visione generale del mercato della cosmesi ho deciso di riassumere gli elementi più importanti in pochi punti:
STORIA: La lunga vita dei prodotti cosmetici viene raccontata partendo dal 4000 a.C nell’Antico Egitto, passando per i Greci e i Romani, per l’accezione negativa che il trucco aveva sotto la Regina Vittoria, per le geishe del Sol Levante, fino ad arrivare alla diffusione capillare in tutto il mondo occidentale, capitalizzato dalle grandi multinazionali.
DATI E STATISTICHE: L‘analisi dell’andamento del consumo di cosmetici ci è resa nota da UNIPRO, che è l’organismo di rappresentanza del sistema industriale italiano della cosmesi. Di questo comparto fanno parte oltre 500 imprese produttrici e distributrici di prodotti cosmetici. Esso rappresenta oltre il 95% del fatturato delle imprese legate alla specifica filiera della chimica di consumo, particolarmente attente alla “cultura del benessere”. Sempre più importante per i consumatori è il “Value for Money”, ovvero il rapporto qualità-prezzo, come si evince chiaramente da un comunicato stampa risalente a dicembre 2008.
SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI: La principale novità introdotta dalla direttiva 2003/15/CE, recepita nel nostro ordinamento con il d. leg. n. 50/2005, è rappresentata dalla fissazione di un quadro normativo volto alla graduale soppressione della sperimentazione sugli animali.Le nuove disposizioni vietano la sperimentazione e la commercializzazione nel mercato comunitario, di prodotti cosmetici finiti e di ingredienti cosmetici testati sugli animali.
RASSEGNE INTERNAZIONALI: Tra le più importanti e prestigiose troviamo la Cosmoprof,Salone internazionale della profumeria e cosmesi, che è un evento fondamentale per l’industria cosmetica, dove visitatori ed espositori annualmente si riuniscono per seguire la continua evoluzione del mercato, trovando come protagonisti estetica, global beauty, cosmesi e hair style. La fiera Cosmo Prof2009 si svolgerà a Bologna dal 2 al 6 Aprile.
TENDENZE: Per non farsi trovare impreparati: “La cosmesi del futuro e il beauty pack”. Un divertente articolo, dove compaiono citazioni di grandi esperti e curatori delle catene di cosmetici più famose e glamour al mondo, relative alla continua evoluzione tecnologica, ai ritmi sempre più frenetici, alle esigenze sempre più specifiche e impensate dei consumatori!
ADS: Sempre più sommersi da pubblicità di make-up favolosi e prdodotti scintillanti, la chiave vincente è sicuramente ribadire il concetto dell’importanza della cura di sé, con l’ausilio di testimonial d’eccellenza che conferiscano credibilità al prodotto. Slogan di uno dei brand più importanti del settore è infatti “L’oreal, because you worth it!” (= perché voi valete!)
Per avere una visione generale del mercato della cosmesi ho deciso di riassumere gli elementi più importanti in pochi punti:
STORIA: La lunga vita dei prodotti cosmetici viene raccontata partendo dal 4000 a.C nell’Antico Egitto, passando per i Greci e i Romani, per l’accezione negativa che il trucco aveva sotto la Regina Vittoria, per le geishe del Sol Levante, fino ad arrivare alla diffusione capillare in tutto il mondo occidentale, capitalizzato dalle grandi multinazionali.
DATI E STATISTICHE: L‘analisi dell’andamento del consumo di cosmetici ci è resa nota da UNIPRO, che è l’organismo di rappresentanza del sistema industriale italiano della cosmesi. Di questo comparto fanno parte oltre 500 imprese produttrici e distributrici di prodotti cosmetici. Esso rappresenta oltre il 95% del fatturato delle imprese legate alla specifica filiera della chimica di consumo, particolarmente attente alla “cultura del benessere”. Sempre più importante per i consumatori è il “Value for Money”, ovvero il rapporto qualità-prezzo, come si evince chiaramente da un comunicato stampa risalente a dicembre 2008.
SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI: La principale novità introdotta dalla direttiva 2003/15/CE, recepita nel nostro ordinamento con il d. leg. n. 50/2005, è rappresentata dalla fissazione di un quadro normativo volto alla graduale soppressione della sperimentazione sugli animali.Le nuove disposizioni vietano la sperimentazione e la commercializzazione nel mercato comunitario, di prodotti cosmetici finiti e di ingredienti cosmetici testati sugli animali.
RASSEGNE INTERNAZIONALI: Tra le più importanti e prestigiose troviamo la Cosmoprof,Salone internazionale della profumeria e cosmesi, che è un evento fondamentale per l’industria cosmetica, dove visitatori ed espositori annualmente si riuniscono per seguire la continua evoluzione del mercato, trovando come protagonisti estetica, global beauty, cosmesi e hair style. La fiera Cosmo Prof2009 si svolgerà a Bologna dal 2 al 6 Aprile.
TENDENZE: Per non farsi trovare impreparati: “La cosmesi del futuro e il beauty pack”. Un divertente articolo, dove compaiono citazioni di grandi esperti e curatori delle catene di cosmetici più famose e glamour al mondo, relative alla continua evoluzione tecnologica, ai ritmi sempre più frenetici, alle esigenze sempre più specifiche e impensate dei consumatori!
ADS: Sempre più sommersi da pubblicità di make-up favolosi e prdodotti scintillanti, la chiave vincente è sicuramente ribadire il concetto dell’importanza della cura di sé, con l’ausilio di testimonial d’eccellenza che conferiscano credibilità al prodotto. Slogan di uno dei brand più importanti del settore è infatti “L’oreal, because you worth it!” (= perché voi valete!)
La birra analcolica
Il segmento delle birre analcoliche e light, sebbene costituisca una nicchia del grande mercato birraio, appare in crescita in tutti i paesi europei. Pertanto le grandi multinazionali della birra stanno rafforzando la loro offerta in questo comparto.
Il paese leader di consumo di birra analcolica in Europa è la Spagna,infatti il mercato spagnolo ha conquistato il primato mondiale dei consumi di birre analcoliche che rappresenta ormai il 10% del totale consumi di birre in questo paese.
I consumi della SIN (come viene chiamata in gergo la “cervesa sin alcohol”) crescono ad un ritmo maggiore rispetto al totale dei consumi di birra. Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione nel primo semestre 2006 il consumo di birra analcolica nei locali spagnoli è aumentato addirittura del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il consumo totale di birra analcolica rappresenta ormai il 10% del totale consumi e, quindi, tenuto conto che i consumi globali di birra in Spagna sono stimati in oltre 34 milioni di litri, il consumo di birre analcoliche è valutato intorno ai 3,4 milioni di hl (3.400 milioni di litri, pari a ben 10 litri pro.capite).La birra, si consuma nel Sud dell’Europa principalmente per rinfrescarsi e generalmente assieme ad altri alimenti, seguendo la falsariga dei consumi tipicamente mediterranei, molto differenti da quelli del Nord Europa. In questo contesto si inserisce bene la birra analcolica che trionfa in Spagna, cosi come anche in Francia (secondo consumatore mondiale di questa tipologia di birra, con una incidenza del 4.5% sul totale consumi.
In italia,la birra Moretti zero prima birra analcolica lanciata nel mercato italiano,è stata premiata durante l’evento del Gran Premio Marketing e Innovazione,come “Prodotto dell’Anno 2008”. La bionda analcolica della Heineken Italia è stata premiata in quanto: “è la prima birra analcolica con tutto il gusto e il piacere di una grande birra, garantita da Birra Moretti. È dedicata a chi ricerca la qualità senza gli effetti dell'alcol” infatti,la forza di Birra Moretti Zero sta nelle caratteristiche di prodotto: una birra realmente innovativa in quanto, pur essendo completamente analcolica, mantiene tutto il gusto e l’aroma delle tradizionali birre lager. Per tutto il 2008, sul cluster di Birra Moretti Zero, spiccherà il logo di Prodotto dell’Anno: una vera e propria certificazione per garantire a tutti le innovative qualità di questa birra analcolica, sì, ma non a discapito del gusto.
Produzione della birra analcolica
Le “analcoliche” sono entrate con successo nel mondo della birra perché in perfetta sintonia con i tempi moderni. Sono infatti particolarmente indicate per chi pratica sport, per chi segue una dieta o per chi, viaggiando in auto, non vuole rinunciare al piacere di una birra.Il processo utilizzato per la produzione delle birre analcoliche si differenzia, rispetto a quello delle altre birre, nella fase della fermentazione, che viene arrestata a bassa temperatura.Si evita così che la gradazione alcolica aumenti e si ottengono birre con una percentuale di alcol pari allo 0,5% circa in volume.Caratteristica molto importante è che il basso tenore alcolico non interferisca o riduca il gusto caratteristico della birra, ed a questo proposito molte birre risultano invece deludenti.
Secondo me…
Quanti di voi hanno già assaggiato una birra analcolica? E quanti di voi hanno intenzione o sarebbero disposti a provarla e a sceglierla al posto di quella classica?Non ho mai assaggiato la birra analcolica, lo premetto e non ho davvero idea di quali possano essere i dati di vendita di tale prodotto.Sono tuttavia certo che l’atteggiamento mentale nei confronti di una birra analcolica è di chiusura: se devo bere una birra che sia tale! Perché secondo voi?A mio avviso non è tanto la differenza di gusto a indisporre il consumatore: sono sicuro che bendato probabilmente non sarei in grado di riconoscere la differenza di sapore tra una bionda classica e una a zero alcool.La differenza è legata all’immagine e alla percezione dell’esperienza in sé. Siamo letteralmente bombardati da pubblicità di birre: se fate attenzione i messaggi puntano non tanto e non solo sul gusto del prodotto reclamizzato ma sugli aspetti legati all’appartenenza a un gruppo, alla festa, in fin dei conti all’esperienza.Si punta ai valori che la birra può evocare, quasi a uno stile o un’identità. E quasi sempre il clima è di festa, o c’è una festa di mezzo, ovviamente: la birra in compagnia scioglie un po’ la timidezza e ci si diverte di più: questo il core dell’adv in poche parole.Ieri sento per l’ennesima volta per radio la pubblicità di una birra analcolica che dice che la birra analcolica ha lo stesso gusto di quella normale.Se si punta a una clientela giovane quel messaggio è inefficace, non dico inutile ma quasi.Dal mio punto di vista, se si vuole lanciare una birra analcolica bisogna lavorare sulla percezione del prodotto puntando non tanto su un confronto a livello di sapore, ma sul fatto che “non sei affatto sfigato se bevi birra analcolica”.È questo il punto! E non ti faccio capire un simile concetto puntando sul gusto, ma sull’esperienza del fare festa anche senza alcool, senza che tale esperienza nell’immaginario comune risulti paragonabile alla festa delle medie dove non si può bere (il rischio è quello) o del “vorrei ma non posso” (la soluzione di ripiego).
Fonti:
- beverfood
- mondobirra
- produzione della birra analcolica
Il paese leader di consumo di birra analcolica in Europa è la Spagna,infatti il mercato spagnolo ha conquistato il primato mondiale dei consumi di birre analcoliche che rappresenta ormai il 10% del totale consumi di birre in questo paese.
I consumi della SIN (come viene chiamata in gergo la “cervesa sin alcohol”) crescono ad un ritmo maggiore rispetto al totale dei consumi di birra. Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione nel primo semestre 2006 il consumo di birra analcolica nei locali spagnoli è aumentato addirittura del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il consumo totale di birra analcolica rappresenta ormai il 10% del totale consumi e, quindi, tenuto conto che i consumi globali di birra in Spagna sono stimati in oltre 34 milioni di litri, il consumo di birre analcoliche è valutato intorno ai 3,4 milioni di hl (3.400 milioni di litri, pari a ben 10 litri pro.capite).La birra, si consuma nel Sud dell’Europa principalmente per rinfrescarsi e generalmente assieme ad altri alimenti, seguendo la falsariga dei consumi tipicamente mediterranei, molto differenti da quelli del Nord Europa. In questo contesto si inserisce bene la birra analcolica che trionfa in Spagna, cosi come anche in Francia (secondo consumatore mondiale di questa tipologia di birra, con una incidenza del 4.5% sul totale consumi.
In italia,la birra Moretti zero prima birra analcolica lanciata nel mercato italiano,è stata premiata durante l’evento del Gran Premio Marketing e Innovazione,come “Prodotto dell’Anno 2008”. La bionda analcolica della Heineken Italia è stata premiata in quanto: “è la prima birra analcolica con tutto il gusto e il piacere di una grande birra, garantita da Birra Moretti. È dedicata a chi ricerca la qualità senza gli effetti dell'alcol” infatti,la forza di Birra Moretti Zero sta nelle caratteristiche di prodotto: una birra realmente innovativa in quanto, pur essendo completamente analcolica, mantiene tutto il gusto e l’aroma delle tradizionali birre lager. Per tutto il 2008, sul cluster di Birra Moretti Zero, spiccherà il logo di Prodotto dell’Anno: una vera e propria certificazione per garantire a tutti le innovative qualità di questa birra analcolica, sì, ma non a discapito del gusto.
Produzione della birra analcolica
Le “analcoliche” sono entrate con successo nel mondo della birra perché in perfetta sintonia con i tempi moderni. Sono infatti particolarmente indicate per chi pratica sport, per chi segue una dieta o per chi, viaggiando in auto, non vuole rinunciare al piacere di una birra.Il processo utilizzato per la produzione delle birre analcoliche si differenzia, rispetto a quello delle altre birre, nella fase della fermentazione, che viene arrestata a bassa temperatura.Si evita così che la gradazione alcolica aumenti e si ottengono birre con una percentuale di alcol pari allo 0,5% circa in volume.Caratteristica molto importante è che il basso tenore alcolico non interferisca o riduca il gusto caratteristico della birra, ed a questo proposito molte birre risultano invece deludenti.
Secondo me…
Quanti di voi hanno già assaggiato una birra analcolica? E quanti di voi hanno intenzione o sarebbero disposti a provarla e a sceglierla al posto di quella classica?Non ho mai assaggiato la birra analcolica, lo premetto e non ho davvero idea di quali possano essere i dati di vendita di tale prodotto.Sono tuttavia certo che l’atteggiamento mentale nei confronti di una birra analcolica è di chiusura: se devo bere una birra che sia tale! Perché secondo voi?A mio avviso non è tanto la differenza di gusto a indisporre il consumatore: sono sicuro che bendato probabilmente non sarei in grado di riconoscere la differenza di sapore tra una bionda classica e una a zero alcool.La differenza è legata all’immagine e alla percezione dell’esperienza in sé. Siamo letteralmente bombardati da pubblicità di birre: se fate attenzione i messaggi puntano non tanto e non solo sul gusto del prodotto reclamizzato ma sugli aspetti legati all’appartenenza a un gruppo, alla festa, in fin dei conti all’esperienza.Si punta ai valori che la birra può evocare, quasi a uno stile o un’identità. E quasi sempre il clima è di festa, o c’è una festa di mezzo, ovviamente: la birra in compagnia scioglie un po’ la timidezza e ci si diverte di più: questo il core dell’adv in poche parole.Ieri sento per l’ennesima volta per radio la pubblicità di una birra analcolica che dice che la birra analcolica ha lo stesso gusto di quella normale.Se si punta a una clientela giovane quel messaggio è inefficace, non dico inutile ma quasi.Dal mio punto di vista, se si vuole lanciare una birra analcolica bisogna lavorare sulla percezione del prodotto puntando non tanto su un confronto a livello di sapore, ma sul fatto che “non sei affatto sfigato se bevi birra analcolica”.È questo il punto! E non ti faccio capire un simile concetto puntando sul gusto, ma sull’esperienza del fare festa anche senza alcool, senza che tale esperienza nell’immaginario comune risulti paragonabile alla festa delle medie dove non si può bere (il rischio è quello) o del “vorrei ma non posso” (la soluzione di ripiego).
Fonti:
- beverfood
- mondobirra
- produzione della birra analcolica
I VARI TIPI DI BIRRA:

Dopo aver dato una spiegazione generale sulla birra,per poi specificare il consumo della birra in Italia,abbiamo deciso di fare chiarezza su questa bevanda.
Le birre si declinano in numerose varietà,nel mondo ve ne sono più di 1.200 ognuna con la sua specificità.
Il mondo birraio raggruppa le birre in due grandi famiglie,suddividendolo in base al metodo di fermentazione adottato:bassa o alta fermentazione.
Bassa fermentazione o Lager:
Sono birre dissetanti,dal gusto semplice e pulito,si ottengono da alcuni lieviti che hanno bisogno di basse temperature per fermentare al meglio tra i 5° e i 9°C.
Il prodotto può essere consumato dopo essere maturato al freddo dopo alcune settimane.
Questo particolare ciclo produttivo viene chiamato in tedesco "Lagern" ossia "conservare" da cui deriva il nome dello stile di birra prodotta in questo mondo.
Tipicamente i tipi di birra di questa categoria sono:Bock,export,ice,Lager,Lager analcolica,Lager speciale,Pils,Pilsner,Strong lager,Super dry orientali.
Alta Fermentazione o Ale:
Birre dal gusto più caratterizzato,dotate di forte personalità.La fermentazione ha luogo a temperatura ambiente tra i 15° e i 25°C.
Le prime Ale furono addirittura a fermentazione spontanea,senza aggiunta di luppolo,la sua produzione non richiede molta tecnica o tecnologia.
Il prodotto può essere consumato pochi giorni dopo la fabricazione.
Molto diffusa tra i prodotti casalinghi o piccoli biriffici.
Tipicamente i tipi di birra di questa categoria sono:
Abaziali,Ale,Ale speciale,Nìere blanche o witbier,Stout,Trong,Trappiste,Weissbier o Weizen.
sabato 24 gennaio 2009
Il mercato della cosmesi
Dalle copiose notizie rintracciabili su internet possiamo decisamente affermare che il mercato della cosmesi non teme la recessione! Un articolo pubblicato a dicembre 2008 afferma che "Il mercato della cosmetica chiude l'anno in bellezza"...infatti anche in clima di crisi economica la maggior parte della popolazione italiana non riesce a fare a meno delle creme per il corpo o degli antirughe, sia per donne sia per uomini, contribuendo a mantenere alta la domanda di prodotti cosmetici. E' stato infatti registrato un aumento dello 0,3% (seppure il mercato sia in una fase di rallentamento), con un incasso complessivo pari a 8,3 miliardi di euro per le industrie cosmetiche italiane.

I migliori risultati del secondo semestre 2008 sono quelli registrati dal canale erboristeria con crescite intorno al 5%, con previsioni positive per il primo semestre 2009. Interessanti anche i dati riguardanti il canale farmacia, che ha avuto un incremento del 4% tra luglio e dicembre 2008, con previsioni di crescita per il primo semestre 2009 di un ulteriore 4,5%.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, nonostante le forti tensioni sui consumi, le vendite dei cosmetici hanno mostrato una sostanziale tenuta, crescendo dell'1% nell'ultimo semestre di quest'anno. Analoga crescita è prevista nei primi sei mesi del 2009 con una previsione di aumento dei prezzi di circa l'1,5%.
Per sostenere il canale della grande disribuzione (detiene oltre il 40% del mercato cosmetico, con un valore sopra i 3,6 miliardi) le imprese del hanno effettuato forti investimenti sia in ottimizzazione degli assortimenti sia nel posizionamento dei prezzi.

I migliori risultati del secondo semestre 2008 sono quelli registrati dal canale erboristeria con crescite intorno al 5%, con previsioni positive per il primo semestre 2009. Interessanti anche i dati riguardanti il canale farmacia, che ha avuto un incremento del 4% tra luglio e dicembre 2008, con previsioni di crescita per il primo semestre 2009 di un ulteriore 4,5%.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, nonostante le forti tensioni sui consumi, le vendite dei cosmetici hanno mostrato una sostanziale tenuta, crescendo dell'1% nell'ultimo semestre di quest'anno. Analoga crescita è prevista nei primi sei mesi del 2009 con una previsione di aumento dei prezzi di circa l'1,5%.
Per sostenere il canale della grande disribuzione (detiene oltre il 40% del mercato cosmetico, con un valore sopra i 3,6 miliardi) le imprese del hanno effettuato forti investimenti sia in ottimizzazione degli assortimenti sia nel posizionamento dei prezzi.
giovedì 22 gennaio 2009
Il mercato della cosmesi
Dopo varie ricerche effettuate a più riprese perché le informazioni trovate erano veramente tante (e soprattutto dopo aver provato in tutti i modi a scaricare gli articoli di "Largo consuno" senza dover pagare 252,00 euro per il percorso di lettura) sono riuscita a trovare qualcosa di interessante riguardo il mercato dei cosmetici e l'uso che ne fanno gli italiani.
Un articolo di RivisteDigitali, una rivista online, afferma che oggi come oggi per il consumatore italiano il cosmetico è diventato un qualcosa di indispensabile. Ogni italiano, come riferito dall' UNIPRO (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche), nell'arco della giornata entra in contatto con prodotti cosmetici almeno 5 o 6 volte, senza però prendere in considerazione le donne che sono particolarmente attente al make-up (allora in quel caso si parla di 20/25 prodotti al giorno). Il mercato della cosmesi è in continua crescita e, come riferito da UNIPRO in occasione della Cosmoprof Worldwide 2008, si tratta di un mercato che vale 9 miliardi di euro e che è sostenuto da consumi in continuo aumento. Altre informazioni riguardo i canali tradizionali o professionali nella vendita di cosmetici, il fatturato delle esportazioni dei prodotti italiani nel mondo e il fatturato globale del settore cosmetico è possobile trovarle sempre nell'articolo di RivisteDigitali.
Dati specifici riguardo il consumo di cosmetici ci vengono riportati da Consodata, società del Gruppo Seat Pagine Gialle specializzata nei servizi per il marketing, la quale afferma che un' italiana su 5 (circa il 21,5% delle donne) non esce mai senza trucco. Questa ricerca afferma inoltre che a spendere più soldi nell'acquisto di prodotti per la cura di corpo, viso e capelli, arrivando a pagare più di 25 euro per l'acquisto di un singolo cosmetico sono le donne del Lazio (25,7%) e dell'Emilia Romagna (25,5%).
Sempre grazie i dati fornitici da Consodata sappiamo che il luogo preferito dalle donne per l'acquisto di cosmetici e dove accettano volentieri consigli risulta essere la profumeria, fatta eccezione per i prodotti per la cura dei capelli, acquistati per la maggior parte nei grandi magazzini (31,6%) o nei supermercati (27,2%). Cosa molto più importante che fa notare Consodata è che è proprio la pubblicità a "convincere" le donne ad acquistare un determinato prodotto di bellezza o un qualsiasi cosmetico: "la pubblicità mette tutte d'accordo, dimostrando di esercitare un forte potere su tutto l'universo femminile".
Una breve analisi sull'andamento del mercato cosmetico in Europa fornita dall'UNIPRO la potete trovare qui. In questa presentazione del 4 Dicembre 2008, l'UNIPRO fa un'analisi sui principali mercati dell'UE e quindi della Spagna, Francia e Regno Unito con commenti finali in cui si fa notare che, nonostante la crisi finanziaria, il mercato della cosmetica non ha subito dei crolli e che si registrano spostamenti dei consumatori verso i prodotti a basso costo e verso quelli "value for money", ovvero tutti quei prodotti caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Un articolo di RivisteDigitali, una rivista online, afferma che oggi come oggi per il consumatore italiano il cosmetico è diventato un qualcosa di indispensabile. Ogni italiano, come riferito dall' UNIPRO (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche), nell'arco della giornata entra in contatto con prodotti cosmetici almeno 5 o 6 volte, senza però prendere in considerazione le donne che sono particolarmente attente al make-up (allora in quel caso si parla di 20/25 prodotti al giorno). Il mercato della cosmesi è in continua crescita e, come riferito da UNIPRO in occasione della Cosmoprof Worldwide 2008, si tratta di un mercato che vale 9 miliardi di euro e che è sostenuto da consumi in continuo aumento. Altre informazioni riguardo i canali tradizionali o professionali nella vendita di cosmetici, il fatturato delle esportazioni dei prodotti italiani nel mondo e il fatturato globale del settore cosmetico è possobile trovarle sempre nell'articolo di RivisteDigitali.
Dati specifici riguardo il consumo di cosmetici ci vengono riportati da Consodata, società del Gruppo Seat Pagine Gialle specializzata nei servizi per il marketing, la quale afferma che un' italiana su 5 (circa il 21,5% delle donne) non esce mai senza trucco. Questa ricerca afferma inoltre che a spendere più soldi nell'acquisto di prodotti per la cura di corpo, viso e capelli, arrivando a pagare più di 25 euro per l'acquisto di un singolo cosmetico sono le donne del Lazio (25,7%) e dell'Emilia Romagna (25,5%).
Sempre grazie i dati fornitici da Consodata sappiamo che il luogo preferito dalle donne per l'acquisto di cosmetici e dove accettano volentieri consigli risulta essere la profumeria, fatta eccezione per i prodotti per la cura dei capelli, acquistati per la maggior parte nei grandi magazzini (31,6%) o nei supermercati (27,2%). Cosa molto più importante che fa notare Consodata è che è proprio la pubblicità a "convincere" le donne ad acquistare un determinato prodotto di bellezza o un qualsiasi cosmetico: "la pubblicità mette tutte d'accordo, dimostrando di esercitare un forte potere su tutto l'universo femminile".
Una breve analisi sull'andamento del mercato cosmetico in Europa fornita dall'UNIPRO la potete trovare qui. In questa presentazione del 4 Dicembre 2008, l'UNIPRO fa un'analisi sui principali mercati dell'UE e quindi della Spagna, Francia e Regno Unito con commenti finali in cui si fa notare che, nonostante la crisi finanziaria, il mercato della cosmetica non ha subito dei crolli e che si registrano spostamenti dei consumatori verso i prodotti a basso costo e verso quelli "value for money", ovvero tutti quei prodotti caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo.
BIRRA


Leggendo alcune pagine,su circa 208.000 pagine online inerenti al mercato della birra,ho cercato di riassumere alcuni punti che riguardano soprattutto la storia, l'evoluzione di questo prodotto e l'impatto che ha sul nostro nostro paese.
La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C. Poiché quasi qualsiasi sostanza contenente carboidrati, come ad esempio zucchero e amido, può andare naturalmente incontro a fermentazione, è probabile che bevande simili alla birra siano state inventate l'una indipendentemente dall'altra da diverse culture in ogni parte del mondo. È stato sostenuto che l'invenzione del pane e della birra sia stata responsabile della capacità dell'uomo di sviluppare tecnologie e di diventare sedentario, formando delle civiltà stabili
La birra oltre ad essere la bevanda più antica prodotta dall'uomo, è la più antica bevanda alcolica del mondo. Viene prodotta attraverso la fermentazione alcolica con ceppi di saccaromyces o di zuccheri derivanti da fonti amidacee,tra cui quella più usata è il malto d'orzo.
IL CONSUMO DI BIRRA IN ITALIA
Il consumo di birra in Italia sta crescendo: oggi, il 64% degli italiani oltre i 15 anni di età beve birra. Il consumo pro-capite, che nel 2001 si è attestato su 28,9 litri, è comunque molto inferiore a quello di Paesi europei come Spagna e Grecia, per non citare la patria dei consumi di questa bevanda - la Germania - dove se ne bevono 130 litri a testa. Vi sono previsioni secondo le quali il moderato incremento del mercato nella Penisola potrebbe nel giro di qualche anno portare il pro-capite a quota 30 litri, ma non va scordato che a contrastare la crescita della birra (che oggi ha un indice di penetrazione nelle famiglie del 75%) agiscono in Italia diversi consumi concorrenti: l'acqua minerale, di cui gli italiani consumano grandi quantità ancora in incremento; in parte il vino, che in ambito alcolico mostra risultati positivi dopo anni di calo; i succhi di frutta e le bevande gassate e piatte. La prima rivista in italia operante nel settore del mercato della birra fu fondata nel 1983 IL MONDO DELLA BIRRA. .
martedì 20 gennaio 2009
Il mercato della cosmetica
Spulciando in rete, sono riuscita a rimediare qualche link credo utile sul mercato della cosmetica...
per prima cosa, qui trovate una presentazione abbastanza recente (è datata 31 ottobre 2008) sull’evoluzione, l’industria e il mercato della cosmetica in Italia. Contiene dati, previsioni e bilanci interessanti raccolti dall’UNIPRO, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche il quale sito è raggiungibile da qui. Il sito è in costante aggiornamento, e vi si possono trovare le più diverse informazioni: dalle news, agli eventi, ma soprattutto importanti documenti economico-politici suddivisi in aree di interesse (tecnico normativa, direzione generale, relazioni internazionali, amministrativa ecc..)
per prima cosa, qui trovate una presentazione abbastanza recente (è datata 31 ottobre 2008) sull’evoluzione, l’industria e il mercato della cosmetica in Italia. Contiene dati, previsioni e bilanci interessanti raccolti dall’UNIPRO, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche il quale sito è raggiungibile da qui. Il sito è in costante aggiornamento, e vi si possono trovare le più diverse informazioni: dalle news, agli eventi, ma soprattutto importanti documenti economico-politici suddivisi in aree di interesse (tecnico normativa, direzione generale, relazioni internazionali, amministrativa ecc..)
Sempre di UNIPRO, è questa presentazione che analizza il mercato cosmetico in Europa, in particolare in Francia, Germania e Spagna. Purtroppo è più vecchiotta: i dati risalgono al 2004- 2005.
In questa relazione firmata E. M.& M. , invece, vengono messi a confronto il mercato della cosmesi europeo e italiano, ma non solo. Troviamo infatti altre due utili spiegazioni: una che chiarisce la frammentazione del mercato della cosmesi, e una che sottolinea l’importanza del packaging nel marketing e, più specificatamente, nella cosmetica.
Infine, da massmarket.it, una “scheda” di dati del mercato della cosmetica e un articolo sull’evoluzione dei consumi...
ciao ciao!
lunedì 19 gennaio 2009
giovedì 15 gennaio 2009
mercoledì 14 gennaio 2009
sabato 10 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
per sdrammatizzare l'esame di domani fatevi due risate con i bambini cattivi , un gruppo di ragazzi che hanno creato una compagnia teatrale, e, tra spettacoli vari, hanno partecipato anche a "second italy", un programma comico su sky... vi posto due sketch a caso... se vi piacciono scrivete su you tube "bambini cattivi", le prime due pagine sono tutte loro!
sabato 3 gennaio 2009
Buon Anno!
Ne approfitto per augurare a tutti un 2009 pieno di emozioni e soddisfazioni... intanto fatevi due risate!
lunedì 29 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
venerdì 26 dicembre 2008
Tanti auguriii!
Ragazzi anche se in ritardo...BUONE FESTE a tutti quantiiii!!! Vi mando un link...www.elfyourself.com...DIVERTITEVI! UN BACIONEEE!
giovedì 25 dicembre 2008
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